Dal 12 febbraio 2027 chi fa asporto deve accettare il contenitore del cliente, e dal 1° gennaio è prevista la plastic tax sul monouso in plastica. Cosa cambia davvero, cosa no, e come scegliere i contenitori senza buttare le scorte.

Chi lavora con l'asporto e il delivery — la pizzeria, la rosticceria, il bar che vende la colazione da portare via, il ristorante che consegna a domicilio — nel 2027 trova due novità sul bancone. Nessuna delle due vieta i contenitori che usi oggi. Tutte e due, però, premiano chi passa per tempo a carta, cartoncino, polpa di cellulosa e alluminio.

In questa guida trovi le due date con le fonti, quello che resta come prima, un confronto materiale per materiale e le tre cose da fare adesso, senza spendere un euro in più del necessario.

Come abbiamo letto le norme. Riportiamo solo quello che è scritto nei testi ufficiali (Regolamento UE 2025/40 e legge di bilancio 2026) e nella circolare FIPE. Dove una data non è certa lo diciamo. È una guida pratica, non una consulenza legale.

12.02.2027

Il cliente può portare il suo contenitore

Chi vende cibo o bevande da asporto deve accettarlo, allo stesso prezzo del monouso.

Lo stabilisce l'articolo 32 del Regolamento (UE) 2025/40 sugli imballaggi, in vigore dal 12 agosto 2026. Il locale deve permettere al cliente di usare un proprio contenitore, a condizioni non meno favorevoli di chi usa l'imballaggio monouso, e deve informarlo con un cartello ben visibile. Dal 12 febbraio 2028 si aggiunge un secondo obbligo: offrire anche un'alternativa riutilizzabile.

Cosa preparare

  • Il cartello in cassa che informa del diritto e chiede contenitori puliti.
  • Una procedura per chi riempie il contenitore e dove viene appoggiato.
  • La pesata se vendi a peso: tara del contenitore prima di riempire.

01.01.2027

Plastic tax prevista sul monouso in plastica

0,45 € al chilo: esenti compostabili e plastica riciclata. Ma la data è stata rinviata più volte.

La tassa sui manufatti in plastica monouso (legge 160/2019) parte, secondo l'ultima legge di bilancio, dal 1° gennaio 2027. La versa chi produce o importa, ma finisce nel prezzo: i contenitori in plastica costeranno di più. È stata rinviata otto volte in cinque anni, quindi la data va presa come provvisoria. La direzione, invece, è chiara.

Chi è esente

  • Compostabili certificati UNI EN 13432.
  • Plastica riciclata per la quota riciclata.
  • Carta, cartoncino, alluminio non sono plastica.
Contenitori da asporto in polpa di cellulosa, cartoncino, alluminio, carta e plastica

Cosa non cambia

Nessun divieto sui contenitori che usi oggi: il divieto europeo su bustine monoporzione e monouso al tavolo parte nel 2030.

Carta, cartoncino, polpa di cellulosa e alluminio non sono toccati da nessuna delle due date del 2027. Chi lavora con l'alluminio per il caldo continua così; chi usa ancora la plastica la consuma fino a esaurimento e cambia al riordino.

Come scegliere il contenitore, materiale per materiale

MaterialePer cosaPlastic taxDa sapere
Polpa di cellulosaprimi, secondi, menu completiesentecompostabile, va nell'umido
Cartoncino e krafthamburger, fritti, pizza al taglio, dolciesenterespira: i fritti restano croccanti
Alluminiocaldo da forno, porzioni, teglienon è plasticasi ricicla, va in forno
Carta per bicchiericaffè e bevande caldeesenteanche il coperchio in cartoncino
Plastica (PP, PET)insalate fredde, sughi0,45 €/kg previstida sostituire man mano che finisce

Tre cose da fare adesso

Nessuna spesa straordinaria: si cambia al ritmo dei riordini.

Il metodo

  • 1. Sostituisci la plastica quando la scorta finisce, non prima. Buttare contenitori buoni è uno spreco; al riordino scegli carta, cartoncino o compostabile.
  • 2. Decidi come gestire il contenitore del cliente. Dove lo appoggia, chi lo riempie, come si pesa; un cartello in cassa basta per l'obbligo di informazione.
  • 3. Tieni l'alluminio per il caldo. Non è plastica, va in forno e si ricicla: per lasagne, arrosti e teglie resta la scelta più semplice.

Le categorie dove trovarli: contenitori e imballo alimenti · caffetteria take away · sacchetti alimenti · vaschette alluminio. E i fine serie del monouso, a prezzo fisso finché ci sono.


Domande frequenti

Devo buttare i contenitori in plastica che ho in magazzino?

No. Nessuna delle due date vieta i contenitori che usi oggi: si usano fino a esaurimento e si sostituiscono con il riordino. Il divieto europeo su bustine monoporzione e monouso per il consumo sul posto parte nel 2030.

Il cliente può portare qualsiasi contenitore?

Deve essere pulito e adatto all'alimento. Il locale può rifiutare un contenitore non igienico, e la pulizia del contenitore resta a carico del cliente. Conviene scriverlo sul cartello in cassa.

Posso far pagare di più chi usa il contenitore del locale?

No. La norma chiede che chi porta il proprio contenitore non abbia condizioni meno favorevoli di chi usa il monouso del locale: stesso prezzo, stesse porzioni.

La plastic tax la paga il locale?

La versa il produttore o chi importa i manufatti in plastica monouso, ma si scarica sul prezzo di vendita: i contenitori in plastica costeranno di più. Compostabili e plastica riciclata sono esenti.

Il compostabile è davvero esente?

Sì, se è certificato compostabile secondo la norma UNI EN 13432. Chiedi sempre la scheda tecnica al fornitore: «biodegradabile» da solo non basta.

Hai un dubbio sul contenitore giusto?

Ti risponde il nostro staff, dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 17: 0836 423013 (interno 3) o WhatsApp allo stesso numero. Spediamo entro 24 ore; in provincia di Lecce ritiro gratis nel negozio di Maglie.

Contenitori per alimenti →

Fonti: Regolamento (UE) 2025/40, art. 32; Legge 27/12/2019 n. 160, commi 634–652; Legge 30/12/2025 n. 199, art. 1 c. 125; circolare FIPE 19/2025. Aggiornato al 16 ottobre 2026.